Per il sito WordPress di una piccola o media impresa Hostinger è una scelta sensata in molti casi: i piani WordPress gestiti costano poco nel primo periodo, includono backup, certificati SSL, staging e assistenza in italiano 24 ore su 24, e puoi tenere il sito in un data center europeo. Va meno bene per un e-commerce con molto traffico sul piano base o per chi ha bisogno di un contratto con penali vere in caso di disservizio. Prima di pagare, guarda il prezzo di rinnovo, la frequenza dei backup e chi si occuperà del sito dopo la messa online.
In questo articolo
- Cosa offre Hostinger per un sito WordPress?
- Quanto costa Hostinger, rinnovo compreso?
- Cosa garantisce davvero l’uptime del 99,9%?
- I backup di Hostinger bastano?
- L’hosting conta per la SEO?
- Per chi va bene Hostinger, e per chi no?
- Cosa guardare quando scegli un hosting per il sito aziendale?
- Le prove da fare nei primi 30 giorni
- Meglio fare da sé o farsi seguire?
- Domande frequenti
Cosa offre Hostinger per un sito WordPress?
Hostinger vende hosting condiviso, cloud e VPS. Per WordPress propone piani di hosting gestito, cioè piani in cui il fornitore si occupa di aggiornamenti, sicurezza di base e backup. Il 27 ottobre 2026 la pagina dell’hosting WordPress mostrava tre piani: Premium, Illimitato e Cloud Startup.
Le differenze che contano per un’azienda sono queste:
- Premium: fino a 3 siti, 20 GB di spazio SSD, backup settimanali.
- Illimitato: siti illimitati, 50 GB di spazio NVMe, backup giornalieri con ripristino.
- Cloud Startup: siti illimitati, 100 GB di spazio NVMe, backup giornalieri e su richiesta.
Lo spazio su disco dice poco. Contano di più la potenza di calcolo e la memoria, che Hostinger pubblica in una pagina di supporto sui limiti dei piani: 1 CPU e 2 GB di RAM per Premium, 2 CPU e 3 GB per Illimitato, 4 CPU e 4 GB per Cloud Startup. Più risorse vuol dire più visitatori contemporanei serviti senza rallentare.

Nella stessa pagina Hostinger elenca le funzioni comuni dell’hosting WordPress gestito: server LiteSpeed con cache, CDN, staging con un clic per provare le modifiche prima di pubblicarle, aggiornamenti automatici di WordPress, firewall per applicazioni web, scansione e rimozione del malware, migrazione gratuita da un altro hosting. Per gli sviluppatori ci sono accesso SSH, WP-CLI, integrazione Git e la scelta della versione di PHP. Prima di comprare controlla nel confronto completo dei piani quali di queste funzioni sono incluse nel piano che scegli.
Hostinger compare anche tra i tre hosting consigliati nella pagina hosting di WordPress.org. È un’indicazione utile, ma WordPress.org stessa scrive che l’elenco è del tutto arbitrario e che alcuni degli hosting elencati donano una parte del canone al progetto.
Quanto costa Hostinger, rinnovo compreso?
Il prezzo in evidenza è quello del primo periodo, e conviene leggere le righe sotto. Il 27 ottobre 2026 la pagina mostrava un’offerta Black Friday con il prezzo mensile calcolato su un piano di 48 mesi pagato tutto in anticipo. Alla scadenza il piano si rinnova in automatico per la stessa durata: per Premium il canone mensile del rinnovo era circa cinque volte quello del primo periodo. In fondo alla pagina Hostinger precisa che i prezzi sono mostrati senza IVA.
Le offerte cambiano spesso, quindi più che la cifra di oggi ti conviene confrontare queste voci, con Hostinger come con qualsiasi altro fornitore:
- il costo totale del primo periodo, IVA compresa;
- il prezzo di rinnovo e per quanto tempo ti impegna;
- cosa smette di essere gratuito dopo il primo anno: con Hostinger il dominio e le caselle email incluse sono gratis per un anno;
- cosa succede se vuoi andartene.
Sull’ultimo punto, la politica di rimborso prevede il rimborso dell’hosting se lo annulli entro 30 giorni dall’acquisto, e vale anche per i rinnovi. Il dominio regalato con il piano invece non si rimborsa, e lo stesso vale per i domini .it appena registrati.

Lo sconto con il link di WebHub
Se decidi di provare Hostinger, puoi partire dal nostro link referral. Secondo il regolamento del programma referral di Hostinger chi acquista da un link referral ha fino al 20% di sconto al checkout; i servizi legati ai domini sono esclusi e lo sconto non si somma ad altri incentivi referral sullo stesso acquisto. È un link di affiliazione: se compri da lì, WebHub riceve una commissione da Hostinger e tu non paghi di più. I controlli di questo articolo valgono comunque, qualunque hosting tu scelga.
Cosa garantisce davvero l’uptime del 99,9%?
Garantisce poco. L’uptime è il tempo in cui il sito resta raggiungibile. Il contratto di hosting di Hostinger promette il 99,9% su base mensile, cioè al massimo circa 43 minuti di disservizio in un mese di 30 giorni. Se la soglia non viene rispettata puoi chiedere un credito del 5% del canone di quel mese, da spendere solo in altri servizi Hostinger.
Il contratto esclude dal calcolo, tra le altre cose, le manutenzioni programmate, i guasti causati da codice o plugin installati da te, i problemi di email e FTP che non toccano il sito e gli attacchi DDoS. Il risarcimento è quindi piccolo e va chiesto da te. Se un’ora di sito fermo ti costa ordini o contatti, attiva un servizio di monitoraggio esterno che ti avvisi quando il sito non risponde, e tieni d’occhio la pagina di stato di Hostinger.
I backup di Hostinger bastano?
Sono utili, ma il contratto ti lascia la responsabilità di tenere copie tue. Nello stesso contratto di hosting Hostinger scrive che il backup settimanale sovrascrive i precedenti e che restano disponibili solo due settimane di copie; nei piani con backup giornalieri si aggiungono quelli dell’ultima settimana. Hostinger lo offre come cortesia e si riserva di cambiarlo.
In pratica: se ti accorgi dopo un mese che un plugin ha rovinato le schede prodotto, o che il sito è stato infettato, la copia buona potrebbe non esserci più. Per un sito aziendale tieni anche una copia automatica fuori dall’hosting, per esempio su un servizio cloud, e prova almeno una volta a ripristinarla. Sulla sicurezza di WordPress abbiamo scritto una guida a Wordfence, il plugin di sicurezza che usiamo anche sul sito di WebHub.
L’hosting conta per la SEO?
Conta, ma da solo non ti fa salire su Google. L’hosting decide quanto velocemente il server risponde: è il TTFB, il tempo fino al primo byte, e secondo la guida di web.dev un valore buono è di 0,8 secondi o meno. Il TTFB non è uno dei Core Web Vitals, però viene prima di metriche come il Largest Contentful Paint (LCP) e un server lento le peggiora. Google conferma che i Core Web Vitals sono usati dai suoi sistemi di ranking, e aggiunge che la Ricerca mostra comunque i contenuti più pertinenti anche quando l’esperienza della pagina non è perfetta.
Il resto della velocità dipende dal sito: tema, plugin, immagini e cache. Ne abbiamo parlato nell’articolo su WP Rocket.
Una nota sulle promesse SEO dei pannelli di hosting. Hostinger scrive che genera in automatico un file llms.txt per farsi trovare dagli agenti di intelligenza artificiale. Non fa danni, però nella sua guida all’ottimizzazione per la ricerca con IA generativa Google spiega che la sua Ricerca non usa llms.txt: per Google non è un criterio per scegliere un hosting.
Per chi va bene Hostinger, e per chi no?
Va bene per molti siti di PMI:
- il sito vetrina di uno studio, un artigiano, un ristorante, un professionista;
- il blog aziendale e le landing page delle campagne;
- un piccolo negozio WooCommerce, partendo almeno dal piano Illimitato per avere i backup giornalieri;
- chi vuole un pannello semplice e ha qualcuno, interno o esterno, che segue aggiornamenti e controlli.
Va valutato con più attenzione in questi casi:
- E-commerce con molti ordini o picchi di traffico. Sul piano Premium le risorse sono quelle di un hosting condiviso. Meglio partire da un piano cloud e misurare. Considera anche che, secondo la pagina sui limiti, le email inviate dal server hanno un tetto di 10 al minuto e 100 al giorno: per conferme d’ordine e moduli di contatto conviene un servizio di invio email dedicato (SMTP).
- Piani “illimitati” usati per tanti siti pesanti. Il contratto prevede una politica di utilizzo corretto: le risorse illimitate sono pensate per il normale funzionamento del sito di una piccola impresa.
- Aziende con esigenze contrattuali precise. Se ti serve un accordo sui livelli di servizio con penali vere o un contratto vincolante in italiano, le condizioni standard non bastano: prevedono solo il credito del 5% visto sopra, e nei documenti legali Hostinger precisa che fa fede la versione inglese.
Cosa guardare quando scegli un hosting per il sito aziendale?
Valgono per Hostinger come per qualsiasi altro hosting:
- Dove stanno i dati. Per un pubblico italiano scegli un data center in Europa. Hostinger ne ha in Francia, Germania, Lituania, Paesi Bassi e Regno Unito: il data center si sceglie al momento dell’ordine. Tra i documenti legali c’è anche l’addendum sul trattamento dei dati (DPA), da conservare con la documentazione privacy.
- Prezzo di rinnovo e durata, IVA compresa, come visto sopra.
- Backup: frequenza, quante copie restano, come si ripristinano. Più una copia esterna.
- Risorse vere: CPU, RAM e processi PHP. Il numero di GB viene dopo.
- Versioni del software. WordPress.org raccomanda PHP 8.3 o superiore, MySQL 8.0 o MariaDB 10.11 o superiori e il supporto HTTPS.
- Staging e accessi tecnici (SSH, WP-CLI), se il sito lo segue uno sviluppatore.
- Chi è il titolare. Il dominio e l’account dell’hosting devono essere intestati all’azienda, con le credenziali in mano tua. Altrimenti rischi di ritrovarti con il sito registrato a nome di un ex collaboratore o di un fornitore che non risponde più.
Le prove da fare nei primi 30 giorni
I 30 giorni del rimborso servono a provare l’hosting con il tuo sito vero. Prima di considerare chiuso il trasloco, fai queste prove:

- Velocità prima e dopo. Misura le stesse tre pagine (home, una pagina servizio, una scheda prodotto o un articolo) con PageSpeed Insights sul vecchio hosting e sul nuovo.
- Ripristino di un backup. Su una copia di staging, ripristina un backup e controlla che il sito torni com’era. Un backup mai provato non sai se funziona.
- Data center. Verifica nel pannello che il sito sia davvero nel data center europeo che hai scelto.
- Email del sito. Compila il modulo di contatto e, se vendi online, fai un ordine di prova: le email devono arrivare e non finire nello spam.
- Assistenza. Fai una domanda tecnica precisa, per esempio come ripristinare un singolo file, e guarda quanto è chiara e veloce la risposta.
- Intestazione. Controlla che dominio, account e fatture siano a nome dell’azienda.
Se una di queste prove va male, sei ancora in tempo per chiedere il rimborso dell’hosting.
Meglio fare da sé o farsi seguire?
Comprare un piano e installare WordPress lo puoi fare da solo in un pomeriggio. Il lavoro vero viene dopo: scegliere il piano giusto per il traffico che hai, spostare il sito senza perdere pagine e posizioni su Google, impostare backup esterni, email e aggiornamenti, e controllare ogni mese che tutto funzioni.
Con il servizio Siti web di WebHub progettiamo siti ottimizzati per caricarsi in fretta, con un supporto dedicato dopo la messa online. Se hai una domanda veloce sul tuo hosting puoi scriverci anche su WhatsApp. Se stai valutando Hostinger o un altro fornitore, scrivici l’indirizzo del sito e il piano che hai in mente: ti diciamo cosa controllare e ti mandiamo un preventivo gratuito se serve rifare o spostare il sito.
Domande frequenti
Hostinger va bene per un negozio WooCommerce?
Sì, i piani WordPress permettono di aprire un negozio. Per un e-commerce scegli almeno un piano con backup giornalieri, usa un servizio dedicato per le email degli ordini e, se gli ordini crescono, passa a un piano cloud.
Posso spostare il sito da Hostinger a un altro hosting?
Sì. WordPress si sposta copiando file e database, e il dominio si trasferisce. Conta che il dominio e l’account siano intestati a te e che tu abbia un backup completo e recente.
Hostinger rimborsa se non sono soddisfatto?
L’hosting sì, se lo annulli entro 30 giorni dall’acquisto o dal rinnovo. Il dominio gratuito incluso nel piano e i domini .it appena registrati non sono rimborsabili.
Fonti
Pagine lette il 27 ottobre 2026.
- Hosting gestito per WordPress, Hostinger
- Parameters and limits for hosting plans, Hostinger
- Contratto di hosting, Hostinger
- Politica di rimborso, Hostinger
- Where are Hostinger servers located?, Hostinger
- Hosting consigliati, WordPress.org
- Requisiti di WordPress, WordPress.org
- Time to First Byte (TTFB), web.dev
- Informazioni sull’esperienza nella pagina nei risultati della Ricerca Google, Google Search Central
- Guida all’ottimizzazione per le funzionalità di AI generativa nella Ricerca Google, Google Search Central
- Regolamento del programma referral, Hostinger